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Visione La visin

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Visione

Porta occhi vuoti e cristallini, fra alte ombre strane.
Tu mi darai il nascosto fiore bianco
e la chiave, maestra d’ombre.
Chi chiama nelle conchiglie dolci dell’aria, fra gli alberi smarriti?
e nella stella gelida che trema
fra le sperdute orme della cometa della sera?
Il poeta aspetta la brezza della parola irta di segni
nel fragile rosso del meriggio?
Trema umile il giunco sfinito.
Appena appena l’eco sorda d’un galoppo nella pianura.
Presagisce quella croce abbandonata?
Gocciola verde il muschio dal cherubino di pietra grigia

La visiòn

Trae ojos huecos cristalinos entre las altas sombras extrañas.
Tù me daràs la escondida flor blanca,
y la llave, maestra de sombras.
¿Qué es que llama en las caracolas de los aires, entre los àrboles extraviados,
y en la estrella helada que tirita
por la perdidiza huella de la cometa de la tarde?
El poeta ¿Espera la brisa de la palabra erizada de señales
en el fràgil rojo sediento de la canìcula?
Temblor sumiso del junco desfalleciente.
Apenas, apenas el eco del jinete en la llanura.
¿Què presagia la cruz abandonada?
Gotea verde el lìquen del querubìn de piedra gris.












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